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Presentazione libro di Gloria Germani “Terzani, verso la rivoluzione della coscienza” – venerdì 9 gennaio2015, ore 20.45 a Seriate presso SpazioTerzoMondo‏

Venerdì 9 gennaio 2015 incontreremo, c/o la libreria terzo mondo di Seriate, Gloria Germani,autrice del recente libro “Terzani, verso la rivoluzione della coscienza”, quale occasione per avvinarci ancor più a Tiziano Terzani nella sua qualità di precursore, coraggioso e lungimirante, della decrescita.

Chi era Tiziano Terzani?

Tra i più  apprezzati giornalisti  internazionali,  Tiziano Terzani ( 1938-2004) ha speso tutta la sua vita adulta in Asia, seguendo in presa diretta  la guerra del Vietnam, l’olocausto in Cambogia, la Cina del dopo Mao, il boom del capitalismo in Giappone,   la fine  del comunismo in Russia nel 1991. Il suo sguardo acuto e indipendente sulle effettive  conseguenze della Modernità, del Progresso e  dello Sviluppo industriale in Asia, lo rende uno dei principali precursori della Decrescita.  Uno dei suoi  contributi più  innovativi  consiste nello smascherare l’antitesi tra marxismo e capitalismo. Egli vide con grande lucidità che ambedue sono frutto del paradigma della  scienza, cioè della volontà  di dominio su  un presunto  mondo materiale, esterno all’io. Da qui il suo congedo consapevole dal sogno comunista, ma anche dal mito della globalizzazione, come pure dalla “ fabbrica del consenso” costituita dal  giornalismo e dal sistema dei mass media. Si impegnò radicalmente contro la logica distruttiva dell’economia e della globalizzazione che – attraverso il mito della Civiltà Superiore Occidentale  – fa di tutto” il mondo un mercato e di tutti gli uomini dei consumatori a cui vendere prima  gli stessi desideri, poi gli stessi prodotti”. L’antica sapienza orientale, in sintonia con le più recenti scoperte della fisica quantistica e subatomica, gli  permise di ripensare  alla radice la  civiltà della scienza  fondata sul mito efficientista del  modello meccanicistico  di Newton e Cartesio. Negli  ultimi libri, con cui ha incontrato un enorme successo di pubblico, ha indicato ai giovani   un tipo diverso di  rivoluzione che  ci riporta a un vivere più naturale, più legato ai beni comuni,   più frugale ma anche affettivo. Una rivoluzione della coscienza che smaschera l’illusione che la felicità consista nel possesso.

 

Chi è l’autrice del libro?

Gloria Germani, nata a Firenze, dopo la laurea in Filosofia ha proseguito gli studi nel campo della Filosofia dell’India e dell’Estremo Oriente ( Università di Pisa).  Si è dedicata soprattutto al dialogo tra Oriente e Occidente per costruire quella rivoluzione culturale che ci permetterà di fronteggiare le tante crisi che stiamo vivendo.  Viaggia spesso nel subcontinente, tra i suoi titoli Teresa di Calcutta:  una mistica tra Oriente e Occidente: Il suo pensiero in rapporto all’India e a Gandhi   (Paoline 2003) con la prefazione di T. Terzani,   Tutto è Uno: l’insegnamento dell’AdvaitaVedanta ( Le Lettere 2009), e  Tiziano Terzani: la rivoluzione dentro di noi, decrescita, digiuno nonviolenza TEA 2012),  unica monografia sul  messaggio intellettuale del grande giornalista- esploratore vissuto in Asia e  A Scuola di felicità e decrescita: Alice Project, con prefazione del Dalai Lama (Terra Nuova 2014)

Ulteriori notizie, dell’autrice e del libro, le potete trovare qui:

https://www.facebook.com/germanigloria?ref=hl

www.gloriagermani.net

Personaggio da approfondire

Ivan Illich: scrittore, storico, pedagogista austriaco (1926 – 2002)

Alcune citazioni a proposito del ruolo della medicina nelle nostre società:

La medicina non può far molto per i mali che si accompagnano alla senescenza. Non può guarire le malattie cardiovascolari, la maggior parte dei tumori, l’artrite, la sclerosi multipla o la cirrosi avanzata. Qualcuno dei malanni di cui soffrono gli anziani può essere talvolta alleviato. Di massima, le cure dei vecchi che comportano un intervento professionale non soltanto aggravano le loro sofferenze ma, se l’intervento riesce, le protraggono. Sorprende quindi la quantità delle risorse che si spendono per curare la vecchiaia.
La prevenzione della malattia mediante l’intervento di terzi professionisti è diventata una moda. La sua domanda cresce. Donne incinte, bambini sani, operai, vecchi, tutti si sottopongono a periodici check-up e a esami diagnostici sempre più complessi. Per questa via, ci si rafforza nella convinzione di essere macchine la cui durata dipende da un piano sociale. Le risultanze d’un paio di dozzine di studi attestano che questi esami non hanno alcuna influenza sull’andamento della mortalità e della morbilità. In realtà essi trasformano persone sane in pazienti angosciati, e i rischi per la salute che si accompagnano a queste campagne di diagnosi automatizzata sopravanzano i benefici teorici. Per ironia della sorte, i disturbi asintomatici gravi che si possono scoprire soltanto con questo tipo d’indagine sono spesso malattie inguaribili, nelle quali una cura precoce aggrava la condizione patologica del paziente.
Il vero miracolo della medicina moderna è di natura diabolica: consiste nel far sopravvivere non solo singoli individui, ma popolazioni intere, a livelli di salute personale disumanamente bassi.

 

Il testo di riferimento è:  “Nemesi medica.. L’espropriazione della salute” uscito nel  1976

Giovani e decrescita: riappropriamoci del nostro futuro!!!

 

Riportiamo dal sito nazionale la presentazione di un altro libro uscito recentemente.

Il titolo del libro è:  “Decrescita, i giovani e l’utopia. Comprendere le ragioni del disagio per riappropriarci del nostro futuro” e l’autore è Jean- Luois Aillon, vicepresidente del Movimento per la Decrescita Felice.

Ho provato a riassumere le riflessioni sui giovani e la decrescita che ho fatto e vissuto sulla mia pelle negli ultimi 10 anni in questo libro. Questo lavoro non vuole minimamente essere la conclusione di un percorso, ma un inizio: “un sassolino lanciato in uno stagno”, un primo spunto di riflessione, di dialogo, di discussione sul mondo giovanile e con il mondo giovanile.

Essere giovani, oggi, è  infatti un’impresa colossale. A sedici anni ci si ritrova soli a fare i conti con il senso della propria esistenza e con un mondo che cade a pezzi, in uno scenario in cui il futuro da “terra promessa” si è trasformato in minaccia. Sradicati dal proprio passato, senza la possibilità di proiettarsi in un qualche futuro, senza guide, è quasi impossibile trovare la propria strada e non si può che brancolare nel buio in un eterno presente, facili prede del mercato e dei suoi miraggi.
È possibile uscire da questo vicolo cieco? Un sentiero percorribile vi sarebbe ed è quello tracciato dalla decrescita. I giovani sono, però, sordi ai nostri richiami. I pensatori della decrescita si sono, infatti, focalizzati per lo più sull’analisi della realtà degli adulti e, sebbene le cause dei problemi siano simili, il mondo dei giovani risulta, però, essere completamente diverso. Diverso è, quindi, il percorso da delineare. Questo è ciò che tento di fare in questo saggio, attraverso un’attenta analisi psico-sociale e culturale del disagio, cercando di scandagliare l’universo giovanile attraverso la lente della decrescita, alla ricerca di nuovi possibili orizzonti. Se abbiamo gli strumenti e il coraggio per guardare in faccia la realtà, questa si trasforma. La “nostra” crisi diventa, allora, un’opportunità per comprendere noi stessi e il mondo che abbiamo di fronte. Riprendiamo, quindi, in mano le redini del nostro futuro, ritorniamo protagonisti e… l’utopia può diventare realtà.

Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensate e poterne discuterne insieme. Questo è il senso del libro… e dipende da voi…

Sul sito di MDF vi è una sezione apposita dedicata al tema “giovani e decrescita”, dove vi invito a scrivere le vostre riflessioni e discutere insieme, oppure potete seguire tutti gli sviluppi sulla pagina facebook del libro.

A questo link potete, inoltre, ascoltare la video intervista dell’autore  su Radio Proposta Aosta.

Un grazie di cuore a tutti coloro che vorranno dire la loro.

Jean-Louis

Presentazione del libro “Generazione decrescente”

Recensione del  Libro “Generazione decrescente”  uscito a settembre – edizioni “Età dell’acquario”

I quarantenni di oggi sono i primi a pagare realmente le conseguenze di stili di vita sciagurati e di politiche economico-sociali fallimentari. Per la prima volta nella storia italiana, un’intera generazione sa che non potrà avere di più dei propri genitori.

Di fronte a questa realtà inedita, è possibile trovare una via d’uscita e non rassegnarsi a un ridimensionamento che saprebbe di sconfitta e di mortificazione? Per Bertaglio esistono molte possibilità, a patto che ci si convinca che non avere di più non significa vivere peggio, non potere fare di più o non avere di meglio.

La realtà è ben diversa.

Parlare di sostenibilità o decrescita ha più senso per chi oggi ha quarant’anni che per gli ultrasessantenni. Sia per una visione diversa della vita e del mondo, sia perché la limitatezza delle risorse appare particolarmente minacciosa per chi ha più anni da trascorrere su questo piccolo pianeta.

Decrescere non significa rinnegare e ripudiare ciò che abbiamo,
ma prendere coscienza del fatto che non si può più produrre, consumare e sprecare
come si è fatto fino a ora.

In queste pagine personali, e spesso autobiografiche, ANdrea Bertaglio ci offre molte utili indicazioni per vincere quel sentimento di deriva in cui molti di noi si dibattono e per trovare risvolti positivi anche nella situazione attuale.

Ma soprattutto, attraverso la descrizione di alcune realtà “virtuose”, l’autore ci invita a un risveglio, a una presa di coscienza di cui c’è urgentemente bisogno. E che comunque sta arrivando, alla faccia di chi pensa che un altro mondo non sia possibile.

Questo vuole essere un mio piccolo ed utile contributo a un risveglio, a una presa di coscienza di cui c’è urgentemente bisogno. Per motivi sociali, economici, ambientali e spirituali.
Del resto siamo ormai in molti a non avere più un Dio, nè un’ideologia in cui credere, e le conquiste fatte a livello sociale e politico, l’emancipazione raggiunta dalle generazioni precedenti, rischiano in questo momento di essere sprecate da un livello di immoralità, volgarità, superficialità e stupidità che in certi momenti fanno rimpiangere epoche passate e notoriamente più austere di quelle attuali
Andrea Bertaglio

Il bisogno di autonomia e di autenticità non può essere sradicato del tutto e da tutti.
Riemerge di continuo, come i fili d’erba dalle fessure di più strati d’asfalto.
Soprattutto tra i giovani.
Non è un caso che la fascia d’età più rappresentata nel Movimento per la decrescita felice è quella tra i 25 e i 35 anni. Non è un caso che un libro come questo sia stato scritto da uno di loro.
Maurizio Pallante

RICETTE DI CUCINA: LA BUCCIA DELL’ARANCIA

1. Sale agrumato: da utilizzare per insaporire verdure, soffritti e bolliti

200gr di sale grosso

buccia di 2 arance

In un vasetto di vetro, riporre alternativamante il sale grosso e le scorze d’arancia. Lasciare riposare il tutto per 20 giorni e poi utilizzare.

(Ricetta presa dal libro: “La cucina a impatto quasi zero” di Lisa Canali)

2. Plum cake all’arancia (versione senza uova – se volete aggiungerle ne bastano 2)

Ingredienti:

scorza d’arancia

110 gr di farina

150 ml di olio

2 cucchiai di malto d’orzo

1 bustina di lievito per dolci

150 ml di latte

sale

Unire gli ingredienti secchi e poi aggiungere olio, il latte e la scorza d’arancia fino ad ottenere un composto omogeneo.

Cuocere in forno a 180° per 45 minuti.

(Diverse ricette mescolate fino ad ottenere questa finale dopo diverse prove e tentativi).

Citazioni dal libro “L’Hommauto” di Charbonneau Bernard

<……..Ogni anno più di diecimila morti e duecentomila feriti  cadono in Francia nel tentativo di passare il week-end………>

<…Mentre “ l’uomo-ruota aveva delle radici, l’uomo-auto forma un tutto nella sua conchiglia a motore…>

<…Si crede di fabbricare automobili, si costruisce una società”. Ora, “il regime automobile non è un regime liberale ma poliziesco. La proliferazione delle automobili non può essere assicurata che tramite quella delle leggi”. Questo comincia veramente nel dopo¬guerra: “Le bombe previdenti avrebbero un po’ dappertutto spianato delle strade, e dei parcheggi. Sarebbe cominciata l’invasione meccanica che minaccia oggi di distruggere Parigi; e contro questa non c’è ancora la
Resistenza “. …”Parigi non c’è più; non è stato Hitler a distruggerla ma Renault…>

<…L’auto-mobile comanda; è il peso dell’universo e della società che ci fanno adagiare le natiche sul suo sedile. Viviamo nella bagnarola; vi scorrazziamo sulle autostrade, ci mangiamo negli autogrill, ci dormiamo, ci facciamo l’amore e ci  muoriamo…|>

<…L’essenza (benzina) è veramente l’Essenza dell’automobile, e domani lo sarà dell’ uomo. Non solo l’auto se ne nutre, ma imbottisce le strade dei prodotti che non può digerire. Quando macchia il suo autista, lo pulisce col petrolio o col sapone di petrolio; lo veste di plastica, e domani lo nutrirà…>

Citazioni dal libro “L’hommauto” di Bernard Charbonneau e un grazie al libro “Pensare come le montagne” di Paolo Ermani e Valerio Pignatta, che ce l’hanno fatto scoprire.

Rosarno in Calabria: atto II

Con i soldi spesi per la tendopoli, oggi inadeguata, si poteva offrire una sistemazione ai braccianti e dare respiro all`economia locale. Invece i lavoratori stranieri devono restare invisibili. Dicono i volontari: abbiamo scelto di «essere parlati» con gli africani, come direbbe Corrado Alvaro. Agli italiani che comprano le clementine pagate sul campo a pochi centesimi a costo di tali tragedie diciamo: scegliete da che parte stare.

Leggete l’articolo completo pubblicaro su:

http://www.terrelibere.org/4597-africalabria-rosarno-e-razzismo-di-stato