Presentazione del libro “Generazione decrescente”

Recensione del  Libro “Generazione decrescente”  uscito a settembre – edizioni “Età dell’acquario”

I quarantenni di oggi sono i primi a pagare realmente le conseguenze di stili di vita sciagurati e di politiche economico-sociali fallimentari. Per la prima volta nella storia italiana, un’intera generazione sa che non potrà avere di più dei propri genitori.

Di fronte a questa realtà inedita, è possibile trovare una via d’uscita e non rassegnarsi a un ridimensionamento che saprebbe di sconfitta e di mortificazione? Per Bertaglio esistono molte possibilità, a patto che ci si convinca che non avere di più non significa vivere peggio, non potere fare di più o non avere di meglio.

La realtà è ben diversa.

Parlare di sostenibilità o decrescita ha più senso per chi oggi ha quarant’anni che per gli ultrasessantenni. Sia per una visione diversa della vita e del mondo, sia perché la limitatezza delle risorse appare particolarmente minacciosa per chi ha più anni da trascorrere su questo piccolo pianeta.

Decrescere non significa rinnegare e ripudiare ciò che abbiamo,
ma prendere coscienza del fatto che non si può più produrre, consumare e sprecare
come si è fatto fino a ora.

In queste pagine personali, e spesso autobiografiche, ANdrea Bertaglio ci offre molte utili indicazioni per vincere quel sentimento di deriva in cui molti di noi si dibattono e per trovare risvolti positivi anche nella situazione attuale.

Ma soprattutto, attraverso la descrizione di alcune realtà “virtuose”, l’autore ci invita a un risveglio, a una presa di coscienza di cui c’è urgentemente bisogno. E che comunque sta arrivando, alla faccia di chi pensa che un altro mondo non sia possibile.

Questo vuole essere un mio piccolo ed utile contributo a un risveglio, a una presa di coscienza di cui c’è urgentemente bisogno. Per motivi sociali, economici, ambientali e spirituali.
Del resto siamo ormai in molti a non avere più un Dio, nè un’ideologia in cui credere, e le conquiste fatte a livello sociale e politico, l’emancipazione raggiunta dalle generazioni precedenti, rischiano in questo momento di essere sprecate da un livello di immoralità, volgarità, superficialità e stupidità che in certi momenti fanno rimpiangere epoche passate e notoriamente più austere di quelle attuali
Andrea Bertaglio

Il bisogno di autonomia e di autenticità non può essere sradicato del tutto e da tutti.
Riemerge di continuo, come i fili d’erba dalle fessure di più strati d’asfalto.
Soprattutto tra i giovani.
Non è un caso che la fascia d’età più rappresentata nel Movimento per la decrescita felice è quella tra i 25 e i 35 anni. Non è un caso che un libro come questo sia stato scritto da uno di loro.
Maurizio Pallante

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