Rosarno in Calabria: atto II

Con i soldi spesi per la tendopoli, oggi inadeguata, si poteva offrire una sistemazione ai braccianti e dare respiro all`economia locale. Invece i lavoratori stranieri devono restare invisibili. Dicono i volontari: abbiamo scelto di «essere parlati» con gli africani, come direbbe Corrado Alvaro. Agli italiani che comprano le clementine pagate sul campo a pochi centesimi a costo di tali tragedie diciamo: scegliete da che parte stare.

Leggete l’articolo completo pubblicaro su:

http://www.terrelibere.org/4597-africalabria-rosarno-e-razzismo-di-stato

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