Cosa si muove in difesa del territorio…

Esempi di campagne a difesa del teriritorio:

Comitato No all’amianto in Val Camonica:   Il 17 Novembre 2011 la Ditta “SCABI Ferriere S.p.A.” di Berzo Inferiore(BS) ha presentata domanda in Regione Lombardia per la realizzazione di un impianto di combustione di materiali di scarto di amianto, della portata di 78.000 tonnellate annue, con lavorazione a ciclo continuo, ad oltre 1200 gradi di temperatura.
Si tratta di un mega impianto con forno che verrà installato nello stabilimento delle stessa ditta presso Gianico. Questo procedimento finora è stato
sperimentato solo in laboratorio con piccole quantità e non è stato applicato concretamente. 

Diversi sono i motivi di preoccupazione, per la salute, per il territorio e l’oconomia, non solo per la nocività del prodotto trattato, ma anche per le dimensioni dello stabilimento stesso:
       

    • Le emissioni in atmosfera associate al processo di inertizzazione dei materiali contenenti amianto e fibre artificiali: dalla recente cronaca (anche se i fatti risalgono a parecchi anni fà) si apprende quanto potrebbe accadere nel caso di malfunzionamento o di incidente di percorso. I casi di Seveso e di Casale Monferrato ne sono un drammatico esempio.

    • Emissioni sonore generate dall’impianto: la zona industriale è situata in prossimità dell’abitato, infatti diverse abitazioni distano pochi metri dall’impiant

    • La falda acquifera è situata a pochi metri di profondità e solo con uno scavo di bonifica dell’impianto precedente o la collocazione in profondità del nuovo forno potrebbe causare danni irreparabil

    • Il traffico dei mezzi per il trasporto delle previste 78 mila tonnellate l’anno di amianto avrà un forte impatto su una strada di intenso scorrimento quotidiano. Non è previsto il trasporto su rota

  • L’impianto si inserisce in un contesto degradato dall’industrializzazione degli ultimi decenni. Sarebbe più ultie pensare ad una bonifica di tutta l’area industriale già ampiamente danneggiata.

2. Associazione culturale Il Gelso. L’associazione attiva a sud di Treviglio appoggia il Comitato Civico Intercomunale  Cambiamola, che sta raccogliendo le firme contro la costruzione della nuova autostrada Bergamo _ Treviglio.  Per informazioni: www.cambiamola.it e www.ilgelso.es.

 3. No Tem: Riparte la battaglia legale contro l’autostrada, il fronte si allarga

 Ambientalisti, comitati e coltivatori di nuovo in trincea sul fronte legale contro un’opera devastante e costosa: è il caso della TEEM, Tangenziale Est Esterna di Milano, 34 km di autostrada a sei corsie tra il casello di Melegnano della A1 e quello di Agrate della A4, a cui si sommano opere accessorie e innesti per uno sviluppo di 70 km di opere di grande viabilità ai danni del Parco Agricolo Sud Milano. L’azione contro l’autostrada si concretizza in una gragnuola di ricorsi, presentati da diversi comuni devastati dal tracciato autostradale ma anche dalle associazioni, da agricoltori e dai comitati che confluiscono nel coordinamento NO TEM. A unire le forze sono stati in particolare la proprietà dei terreni su cui opera il progetto “Spiga e Madia” del Distretto di Economia Solidale della Brianza (vi si coltiva il frumento biologico destinato alla produzione di pane per una rete di oltre 600 famiglie aderenti ai Gruppi di Acquisto Solidale di Brianza e Martesana), che non vogliono che i loro campi siano dati in pasto all’asfalto TEM e Legambiente Lombardia, che da un decennio si batte insieme alle associazioni del territorio per denunciare l’assurda opera stradale.  Per info:http://notemsimetro.wordpress.com/

4. Il progetto dell’alta velocità in Valsusa è devastante dal punto di vista ambientale per le falde acquifere, per la presenza massiccia di uranio e amianto, per i cantieri che dureranno decenni impattando fortemente sui territori.
Non si ridurranno le emissioni di CO2 dovute al trasporto su gomma, anzi si andrà in negativo a causa del fortissimo impatto ambientale dei cantieri.
L’opera è inutile in quanto il traffico merci è in netto calo da molti anni e la linea esistente viene sfruttata per meno della metà delle sue potenzialità. Per gli stessi motivi si è dovuto rinunciare al trasporto passeggeri.
I rischi di infiltrazioni mafiose sono elevatissimi, come già avvenuto in altre tratte dell’alta velocità italiana. Si rischia quindi che l’opera vada ad aggravare la situazione di corruzione in un paese già al collasso da questo punto di vista.
I costi sono enormi, si parla di decine di miliardi di euro da preventivo, cifre che potrebbero raddoppiare o triplicare facilmente, come avvenuto per altre grandi opere. Cifre ancora più insostenibili in un paese che rischia la bancarotta, che non ha i fondi per la manutenzione del territorio, che costringe milioni di pendolari a spostarsi in condizioni pessime ogni giorno. Un ulteriore aumento di debito pubblico in uno Stato che taglia pensioni, scuola, sanità, lavoro, ricerca, cultura.
Infine l’opera è fortemente contrastata dalle popolazioni locali, tanto da costringere alla militarizzazione del territorio, con la presenza quotidiana di centinaia di uomini delle forze di polizia e dell’esercito.
http://www.avaaz.org/en/petition/Fermate_lalta_velocita_in_Valsusa/?tta

 

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