“Il nostro pane” di Antonio Maeques : pane e antroposofia

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IL NOSTRO PANE

di Antonio Marques

“Nel grano si ritrova l’uomo in tutte le sue parti costitutive,  nel pane, tutti gli elementi cosmici.”

NELL’ANTICHITÀ IL PANE non era utilizzato solo come alimento, ma aveva anche

un significato religioso. Durante la settimana si mangiava il pane lievitato di orzo

o di segale. Era l’alimento di base degli schiavi e dei gladiatori: zuppa di pane; la

domenica, giorno consacrato al Signore, si mangiava il pane azzimo, non

lievitato e non lavorato. Questo pane è rotondo e piatto.

“Nessuna offerta di cereali in sacrificio a Jehova dovrà essere preparata con

lievito.” (Levitico 2, 11)

I cereali furono sviluppati dalle graminacee selvatiche nell’epoca dell’Antica

Persia (circa 5.000 anni a.C.). Il grande maestro Zaratustra solcava il terreno

con un aratro d’oro affinché la luce del sole fecondasse le “primigenie sementi”

lanciate nella terra.

Le alte quantità di Silicio presenti nei cereali indicano la loro relazione con la

luce. Per questa ragione è necessaria molta luce solare affinchè crescano sani e

salutari. Il Silicio funziona come un’antenna che cattura le forze cosmiche e, nel

corpo umano, agisce nella formazione di tutto l’organismo e fin nel tessuto

connettivo.

In questo senso i cereali – riso, mais, orzo, miglio, avena, segale e frumento –

sono “alimenti solari” per eccellenza e devono essere l’alimento dell’uomo

moderno. L’orzo contiene una grande quantità di Silicio (70%), oltre a

proteine(15%) e pochi grassi(2%): per questo è indicato per fortificare il sistema

nervoso e gli organi di senso, la pelle, le unghie, i capelli e le mucose (nei

raffreddori, per esempio). Per questa stessa ragione era il cibo dei gladiatori.

L’avena contiene una maggior quantità di grassi(11%), proteine e Magnesio: è

indicata per la dieta del diabetico.

La segale cresce meglio in un clima freddo: è stata la base dell’alimentazione dei

contadini del Nord Europa per moltissimi anni.

Il pane è sempre stato la base dell’alimentazione umana, sia fisicamente che

spiritualmente.

Per capirne l’importanza è necessario conoscere il modo in cui si prepara il pane,

a cominciare dalla coltivazione dei cereali, passando poi alla macinazione, alla

fermentazione fino ad arrivare a conoscere come il pane agisce sul processo

digestivo.

Anticamente si aveva l’intuizione giusta per eseguire tutto ciò: l’intero processo

era permeato da un rituale, e solo oggi cominciamo a capirne il profondo

significato.

Si raccoglieva il cereale (specialmente la segale), si lasciavano riposare i chicchi

per un po’ di giorni e poi lo si macinava lentamente con macine di pietra, per

conserve così tutta la sua qualità di farina integrale. Poi si lavorava la pasta con

le mani in ciotole di legno; nel successivo periodo di riposo, la cui durata

 dipendeva dalla temperatura e dalle condizioni climatiche, l’impasto fermentava

naturalmente e lentamente. In tedesco è chiamato sauerteigbrot (pane acido);

da noi è conosciuto come pane lievitato (da non confondere con il pane lievitato

artificialmente) Una piccola quantità di pasta (pasta madre) era tenuta in serbo

per far fermentare il prossimo impasto e così di seguito.

Cosa vuol dire far “fermentare il pane”? Vuol dire: trasformare i carboidrati in

acido lattico per mezzo dell’enzima alfa-amilasi, che è lo stesso enzima prodotto

dal pancreas. Per questo le feci dei bambini piccoli hanno un odore acido;

quando il bambino cresce, nell’intestino si sviluppa la flora intestinale (batteri

coliformi) e produce l’odore caratteristico delle feci dell’adulto. Il pane così

preparato è quello che si mangiava tutti i giorni: il pane lievitato e fermentato.

Cosa mangiamo oggi? Il passaggio dalla segale al frumento sta a indicare la

preferenza per una produzione rapida; il frumento cresce in regioni calde,

mentre la segale preferisce climi più freddi. Con il frumento è possibile fare una

maggior varietà di pane, torte e biscotti. Dato che lo stoccaggio precoce del

germe (grassi insaturi e albumine) bisogna trasformarlo in farina bianca, un

prodotto praticamente morto. Visto che la pastaè insipida, bisogna aggiungere

creme o ripieni perché diventi gradito al palato.

Il frumento non possiede uno degli amminoacidi essenziali, la lisina, così si

aggiungono preparati chimici per rendere il pane più ricco in proteine e vitamine.

Inoltre, l’utilizzo di macine metalliche ad alta velocità di rotazione produce

temperature molto elevate, oltre i 1000°C, il che provoca la distruzione delle

vitamine termolabili oltre a rilasciare molecole metalliche nella farina.

L’antico sistema di impasto richiede molto tempo e lavoro, allora si è ricorsi alla

fermentazione alcolica con l’uso di funghi o lieviti che si trovano in abbondanza

in natura; sono abbondanti nella buccia della frutta che contiene zucchero.

Questo processo è iniziato nel Medio Evo e si sono sviluppate monocolture

estremamente selezionate di lieviti (es. funghi del genere Saccharomyces della

classe degli Ascomiceti) il cui compito è far crescere il pane il più rapidamente

possibile; in tal modo il pane si riempie di aria, diventa morbido e facile da

masticare.

Il processo di base è a carico degli enzimi beta-amilasi che trasformano i

carboidrati in alcol e gas. La formazione di alcol e gasè comune in natura (vino e

aceto), ma questo processo non deve avvenire nell’intestino umano (questo

contiene alfa-amilasi, che ha il compito di trasformare i carboidrati in acido

lattico, come abbiamo detto).

Quando un paziente si lamenta di flatulenza, per prima cosa è perché non

digerisce bene i cibi, specialmente i carboidrati. Tutte le volte che ci sono gas,

c’è anche presenza di tenore alcolico nell’intestino e ciò è dannoso alla salute

perché produce una riduzione della capacità di selezione della mucosa

intestinale, che potrà assimilare prodotti tossici, sovraccaricando in tal modo il

fegato nella sua funzione di disintossicare l’organismo eliminando tale sostanza.

Questo disturbo si chiama “dispepsia fermentativa”.

Inoltre, attualmente, il grande consumo di zucchero contribuisce alla

proliferazione eccessiva di fermenti (funghi) nell’intestino con un aumento di

alcol e prodotti intermedi, come oli amilici e acidi grassi saturi. Lo stesso

disturbo avviene quando una persona non digerisce bene le proteine.

Queste molecole sono complesse e hanno bisogno di tre enzimi per essere

digerite; le frazioni intermedie, non ben digerite, possono seguire due vie: venir

trasportate erroneamente fino al fegato e/o arrivare all’intestino crasso, dove

vengono demolite dalla flora batterica e trasformate in amine biogene (tossiche),

che saranno assorbite dal fegato.

In entrambi i casi il fegato si sovraccarica nel tentativo di depurare l’organismo.

Questo disturbo si chiama dispepsia putrefattiva, perché le proteine, non ben

digerite, subiscono putrefazione nell’intestino crasso Nel caso in cui il fegato non

sia in grado di trasformarle, queste frazioni proteiche raggiungeranno la corrente

sanguigna e arriveranno ad altri organi e alla pelle.

Si manifestano così le famose allergie al latte, al frumento ecc….. con sintomi di

cefalea digestiva, stanchezza cronica, malessere, bronchite, sinusite, eczema e

numerosi altri sintomi clinici.

Un altro problema digestivo più serio è in relazione con il sistema immunitario;

nel corso di una digestione difficile anche il sistema immunitario sarà

compromesso.

Questo avviene perché anche gli anticorpi devono “digerire” i nemici del corpo.

Si immagina che i “soldatini dell’organismo sparino una pallottola” contro virus o

batteri. Quello che realmente avviene è un processo di “digestione” da parte

degli anticorpi; sono loro che in realtà “mangiano” (fagocitano) il nemico. È per

questo che si raccomanda di non bere liquidi durante i pasti per non diluire i

succhi gastrici, rallentando in tal modo il processo digestivo. La soja, (essendo

una leguminose come fagioli, ceci, piselli, lenticchie…) deve essere utilizzata con

una certa cautela, perché fermenta facilmente nell’intestino (gas e alcol) e in

caso di uso prolungato può provocare decalcificazione ossea. Per questo è

controindicata per i bambini e per le donne in menopausa.

L’uso di complessi vitaminici può essere giustificato in una persona debilitata o

nelle convalescenza post-operatoria. Utilizzarli senza necessità, provoca

l’eliminazione del cibo ingerito in eccesso e, molte volte, l’organismo elimina ciò

che tiene come riserva.

Un comportamento corretto consiglia di tenere in casa il polivitaminico e di

utilizzarlo solo se necessario (quando ci si sente esauriti, di quando in quando…)

È sempre utile ricordare la raccomandazione del “padre della medicina”,

Ippocrate: “Fai del tuo alimento la tua medicina e della tua medicina il tuo

alimento”.

Questi argomenti sono proposti qui come “campanelli d’allarme” per renderci

conto che processi unilaterali che non si adeguino allo sviluppo di quelli naturali

possono, a lungo termine, portare malattie nell’umanità.

NEL CASO SI PERSISTESSE a utilizzare il lievito artificiale, come si fa oggi con il

“pane bianco”, possiamo aspettarci, in futuro, un aumento dell’incidenza del

diabete, come già diceva il dr. Otto Wolff. (1)

 Quanto si è detto è direttamente in relazione con il processo della fermentazione

alcolica del pane che si trova in commercio: comune, integrale o di cereali misti,

sono tutti trattati con lievito artificiale.

Il problema è il contatto quotidiano con “il processo di fermentazione alcolica”

nel tubo digerente. Naturalmente non esiste alcol nel pane, perché l’alta

temperatura lo fa evaporare, ma il pane, con la lievitazione artificiale, è passato

attraverso il processo di “produrre” alcol.

Questo processo conduce a produrre alcol e non acido lattico; per questa ragione

non ha relazione con la vita, nonè fisiologico, anzi può predisporre l’organismo a

malattia.

Nell’organismo umano, così come nel pane azzimo, la fermentazione alcolica è

repressa, evitata; nel pane comune è invece “liberata” con formazione di alcol e

gas vari. Il processo del vero pane lievitato naturalmente citato prima, si pone

tra questi due estremi e il procedimento per ottenerlo è più complesso. Per

ottenere un buon pane con formazione di acido lattico, è necessaria la presenza

di “batteri lattici” che preparino l’ambiente perché, in seguito, i lieviti,

alimentandosi di essi, decompongano correttamente i carboidrati.

Avviene una lievitazione lenta, provocata dalla “pasta madre” di segale, miele e

sale (vedi Maria Thun, Calendario delle semine 2003, n.d.t.).

Questa lievitazione fisiologica inizia con l’aiuto di un po’ di miele, che è una

sostanza passata per l’organismo dell’ape ed è ricca di enzimi adatti alla flora

intestinale. Dopo che è iniziata la lievitazione, non si aggiunge più zucchero

all’impasto ed è possibile fare un buon pane senza zucchero e senza grassi.

Questo procedimento garantisce una grande varietà di microrganismi, simili a

quelli della nostra flora intestinale.

L’aroma della segale si sviluppa liberamente e i carboidrati diventano più

digeribili. Dato che l’amido della segale si decompone più lentamente di quello

del frumento, esso ci fornisce energia duratura per un lungo giorno di attività,

alleviando così il lavoro del fegato, che riceve gli elementi nutritivi in un flusso

più lento.

Dalla Finlandia ci è giunta la notizia che in alcune case di cura sono stati

sperimentati diversi tipi di pane nell’alimentazione dei pazienti e si sono visti

diminuire i casi di cancro se i pazienti mangiavano per molto tempo solo pane di

segale. Anche ricerche recenti hanno dimostrato che un’alimentazione a base di

segale può combattere il cancro.

Suona come un allarme, ma informare sulla qualità alimentare è una questione

di salute pubblica. Il nostro scopo è quello di cercare di informare i consumatori

su ciò che è salutare perché l’uomo di domani non soffra dei nostri disturbi

alimentari.

La conseguenza delle nostre abitudini alimentari è che l’essere umano sta

diventando sempre più debole, con il tessuto connettivo flaccido (come si

constata nei bambini).

Quando non si riesce a controllare la demolizione dei carboidrati attraverso un

processo fisiologico, i lieviti (funghi), che nel tubo digerente sono inoffensivi e si

sviluppano, non solo nell’intestino, ma anche nei polmoni, possono provocare

disturbi nei vari organi.

Oltre a ciò, il comune pane lievitato, a lungo andare, è altamente tossico per la

vita umana, perché il processo di fermentazione è “liberato”, come siè detto

sopra, l’acido lattico (benefico per l’organismo) viene sostituito da sostanze

inorganiche: fosfato di ammonio, solfato di ammonio e ammoniaca.

Con questi si distrugge la base vitale (eterica) dell’organismo umano. Di

conseguenza l’anima, non riuscendo a permeare la sfera metabolica attraverso

gli enzimi digestivi, si ritirerà e andrà a “disturbare” il sistema neuro-sensoriale,

provocando stress, ansietà, aritmie respiratorie e circolatorie, ecc.

Salutare è il pane lievitato naturalmente Solo il pane sottoposto a questa

trasformazione naturale ha le seguenti qualità: fisiche (attraverso la qualità dei

diversi cereali), vitali-eteriche (attraverso la presenza di acido lattico), animiche

(per mezzo dell’azione dell’aria dei lieviti) e spirituali (dovute al processo di

cottura al momento giusto e alla giusta temperatura).

Come dice Veronica Brunis: “Il pane è un mistero profondamente cristico”.

Traduzione di Mariola Aldé

da Forum tres, Anno 13 N°87, 2003

(giornale del Centro de Pesquisa da ciencia dedutiva Goetheanistico-Steineriana)

(1) Otto Wolf: Medico tedesco, studioso, per molti anni impegnato nella ricerca di rimedi per lo sviluppo della

medicina antroposofica.

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One response to this post.

  1. Posted by caterina on marzo 14, 2012 at 2:56 pm

    MOLTO INTERESSANTE!

    UNA DOMANDA ‘SORGE SPONTANEA’…..QUINDI? COME CI SI DIFENDE? CHI VENDE PANE A LIEVITAZIONE NATURALE (CONTROLLATO) E, SE SI VUOLE FARE IN CASA, DOVE SI COMPRA LA FARINA DI SEGALE O COMUNQUE UNA FARINA ‘SANA’??
    PERCHE’ QUANDO SI COMPRA LA FARINA (QUALSIASI MARCA CONOSCIUTA) NON C’E MAI LA PROVENIENZA NE’ QUANDO è STATA MACINATA?

    ABITO IN PROVINCIA DI LECCO E FAREI ANCHE QUALCHE KM PUR DI TROVARE QUALCOSA DI RELATIVAMENTE SANO…….:-)

    GRAZIE DELL ATTENZIONE!
    Caterina
    k.smiles@hotmail.it

    Rispondi

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